L'anno
1090 vede il castello di Medole i possesso del conte Uberto
di Parma, figlio di Arduino del ceppo matildico. Si succedono
nel possesso del castello Ezzelino da Romano, i Visconti,
gli Scaligeri, nuovamente i Visconti, forse Venezia e infine,
nel 1404, Caterina, la vedova di Gian Galeazzo Visconti
locede ai Gonzaga. Nel 1543 il castello ha rilevante importanza,
tale da poter ospitare l'imperatore Carlo V di passaggio
col suo seguito. In questo periodo forse, od a cavallo tra
il 1400 ed il 1500, si diede al complesso l'aspetto urbanistico
ancor oggi visibile con le costruzioni nel recinto delle
mura, la torre a pianta quadrata dalle possenti travature
in legno a visti sul lato aperto prospettante a sud sopra
il recinto difeso e l'imposta dell'orologio che guarda a
nord verso il borgo abitato. Il castello di Medole seguì
le alterne e controverse vicende del casato Gonzaga passando
dai signori di Mantova a quelli di Castiglione all'inizio
del 1600.
E'
del seicento l'avancorpo di linea baroccheggiante, mossa,
ingentilito da decorazioni che si addossa alla torre e ne
caratterizza l'insieme a noi giunto. Nel fabbricato (quartiere)
incuneato ad este nell'avancorpo della torre è visibile
un marmo con stemma del conte Evangelista Melone vicario
gonzaghesco a Medole nel 1534. Poco discosta, dirimpetto
alla torre, vi è la casa "Fancelliana"
così definita per il disegno delle facciate rilevate
da merlature Ghibelline.